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Siracusa - Arte
Il
Teatro Greco
E' della seconda metà del V sec. a.C. la prima concreta menzione
del teatro di Siracusa; il mimografo Sofrone ci tramanda il nome
dell'architetto che lo realizzò, Damocopos, detto Myrilla
per aver fatto spargere unguenti (myroi) all'atto dell'inaugurazione
del monumento. Esso risulta collegato al culto di Artemide Lyaia
in onore della pastori e contadini, con le loro greggi, avevano
accesso e cantavano nel teatro. La costruzione del monumento fu
adattata alla forma naturale di una delle anse cui dava luogo il
fronte della terrazza calcarea dominante la piana costiera che fronteggia
Ortigia. Così la cavea (koilon) fu quasi integralmente e
superbamente scolpita nel pendio roccioso del colle Temenite
oggi diremmo sfruttando a pieno i valori ambientali in un
punto dominante certamente lo scenario naturale più esaltante
che potesse offrire il suolo aretuseo: tutto l'arco meraviglioso
del porto con all'orizzonte le estremità contrapposte del
Plemmirio ondoso e della mitica Ortigia |
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Orecchio di Dionigi
Situata in un anfratto di una grande cava di pietra, un fascino
singolare e misterioso esercita questa grotta in cui si favoleggia
che il tiranno Dionigi facesse rinchiudere i prigionieri per carpirne
poi i discorsi grazie al fenomeno di amplificazione dei suoni che
la particolare conformazione conferisce all'antro. Il nome è
dovuto alla forma dell'ingresso che ricorda il condotto udtivo dell'orecchio
umano. Gli fu dato da Caravaggio in visita a Siracusa nel 1608 |
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Anfiteatro Romano
Il più grande in Italia dopo il Colosseo e l'Arena di Verona,
fu edificato nell'età imperiale (III o IV sec. D.C.) Il
suo diametro più lungo è di 140 metri, il più
corto di 119. Vi si svolgevano cruente lotte tra gladiatori o
tra gladiatori e belve. La cavea si suddivideva in tre ordini
di posti, dei quali ci è pervenuto solo quello inferiore
(ima cavea) e ciò, poiché gli spagnoli di Carlo
V, nel XVI sec., ne asportarono i blocchi calcarei che costituivano
il resto dell'anfiteatro per fortificare la città.
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Latomia del Paradiso
Le Latomie (litos=pietra e temnos=taglio), erano antiche cave
di pietra da cui i Greci estraevano il materiale necessario alla
costruzione di templi, strade e opere di difesa, la latomia del
Paradiso, parzialmente aperta al pubblico è attualmente,
interessata da lavori di consolidamento. La grotta è un amplissimo
scavo, aperto al piede del muraglione perimetrale, la cui volta
intatta, irregolare, poggiata su pilastri sottili, mostra come procedeva
il lavoro di escavazione |
Ara di Ierone II
Il più grande altare per sacrifici del mondo greco, (198
metri di lunghezza e 22,80 di larghezza). Fu edificato dal tiranno
Ierone II nel III sec. a.C.. Dell'ara di Ierone II resta solo la
base perchè intagliata nella roccia mentre la parte superiore
edificata con blocchi di pietra, fu demolita nel XVI° secolo
dagli spagnoli. Secondo lo storico del tempo Diodoro Siculo, furono
sacrificati in onore di Giove il liberatore 450 buoi in un sol giorno. |
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