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Pietraperzia
- Arte e Musei
CASTELLO BARRESIO
Edrisi nel 1154, nel libro di Ruggero, così descriveva il Castello
Barresio di Pietraperzia : “Robusto castello e ben saldo fortilizio,
ha i confini molto estesi”. Edificato su una roccia calcarea su
una precedente fortificazione islamica, fu rifatto ed ampliato dai
normanni ed ebbe ulteriori rimaneggiamenti nei secoli successivi.
Fu munito di grossi cannoni ed opportuni rivellini per adattarlo
alle nuove tecniche di difesa. La cappella,, ad un’antica navata,
era abbellita con affreschi e da un dipinto raffigurante la Madonna
della Catena. Di fronte alla cappella, un portale conduce ad un
ampio cortile, un tempo ricco di elementi decorativi che in buona
parte furono asportati dai Principi Travia Lanza trasferitisi a
Palermo. Al disotto del salone c’era la sala d’armi, in cui venivano
custodite armature di cavalieri e di cavalli, elmi, spade ed alabarde,
che, trasferite al Museo di Agrigento, furono saccheggiate dai rivoltosi
nel 1820. Il castello rimase proprietà della famiglia Barresi, alla
quale fu ceduto, nel 1200, da Federico II, sino al 1571, quando,
morto l’ultimo della dinastia, passò alla di lui sorella, sposa
del Principe Branciforte. Abitato poi dai signorotti del luogo,
successivamente venne dato in affitto al Comune, che lo trasformò
in carcere. |
CHIESA
MADRE
La chiesa, edificata nel 1308 dal barone Giovanni Antonio Barresi,
signore di Pietraperzia, venne ricostruita quasi completamente,
attorno al 1500, dal marchese Matteo Barrese, in forma più
grande e fastosa, adornata con quadri ed affreschi pregevoli, portali
in marmo e di altri monumenti funebri, uno dei quali progettato
da Antonello Gagini, raccoglie le spoglie di alcuni membri della
famiglia Barrese. Danneggiata da un terremoto, la chiesa venne nuovamente
ricostruita nel 1790, ad opera dell'architetto Pietro Trombetta.
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