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 Agira - Arte e Musei
IL CASTELLO
Il castello, che sovrasta dalla cima del monte il sottostante abitato e in particolare il quartiere "Lombardia", così chiamato per la presenza di immigrati gallo-italici, è attestato, in quanto tale, solo a partire dall'età angioina; le attestazioni delle fonti documentarie del XII secolo relative al castrum e castellum di San Filippo d'Agira in realtà sembrano alludere a tutto l'abitato. Gli storici e gli eruditi locali hanno a lungo affermato che le origini del castello risalgono ad epoca islamica; in realtà negli ultimi tempi si è fatta strada l'ipotesi assai probabile, sostenuta da Giuseppe Agnello, dell'esistenza sul sito di opere di fortificazioni fin dall'età antica. Riguardo il castello vero e proprio lo stesso studioso individua nell'architettura dell'edificio elementi propri delle fortezze sveve, ma non azzarda alcuna datazione; esclude, inoltre, importanti interventi costruttivi o anche solo di adeguamento in epoca moderna. Del castello sopravvivono ruderi che consentono una ricostruzione parziale del complesso. Esso doveva essere circondato da una cinta muraria di cui sono visibili, sul lato ovest, la cortina intervallata da tre torri di pianta e dimensioni diverse. La prima torre, posta sull'angolo sud-ovest della cinta, ha pianta di trapezio rettangolo. Essa presenta all'esterno paramento regolare in blocchetti, totalmente differente dall'apparecchiatura incerta che caratterizza il tratto di muraglia che dalla torre prosegue in direzione nord. Della torre si è conservato, oltre il piano terra, la prima elevazione, separati all'interno da un solaio ligneo testimoniato dalle testate delle travi. La copertura del primo piano è una volta leggermente ogivale.
REALE ABBAZIA
Sorto sul tempio di Gerione, il monastero fu fondato, secondo la tradizione, dal patrono San Filippo. Fino al X secolo rivestì un ruolo importante in Sicilia, perché era un luogo di formazione religiosa, in seno al monachesimo basiliano, dei monaci cosiddetti santi e, per questo, meta di numerosi ecclesiastici. Ruggero I, nel XII secolo, lo fece ricostruire e lo affidò ai monaci benedettini. Già nel 1126, come testimonia un documento di quella data, era stato collegato all'abbazia di S. Maria Latina, la più antica fondazione di rito orientale a Gerusalemme. Durante il XV secolo, in seguito all'inaridimento delle campagne del Saladino, gli abati commendatari dell'abbazia di Gerusalemme si trasferirono in gran parte ad Agira, che diventò loro sede permanente sino al 1635, anno in cui si ritirarono nel monastero di San Nicolò a Catania. Tra la fine del secolo VIII e gli inizi del XIX secolo, mons. G. Gravina curò il rifacimento della chiesa nelle sue forme attuali. Dell'architettura pre-settecentesca rimangono pochi elementi.
MUSEO Laboratorio Naturalistico-Ambientale
Il 16 maggio 2002 è stato inaugurato il “Laboratorio Naturalistico-Ambientale”, presso il Palazzo Giunta, pregevole palazzo Liberty del centro storico. Questa struttura, realizzata dalla collaborazione del CUTGANA con il comune di Agira ed il Circolo Legambiente di Agira, raccoglie numerosi e pregevoli materiali scientifici provenienti dal territorio degli Erei, rappresentati da rocce, minerali, campioni vegetali, funghi, collezioni entomologiche e un vasto campionario di vertebrati preparati con varie tecniche di conservazione. Pregevoli sono gli scorci di ambienti ricostruiti in maniera verosimile in diorami che rispecchiano le peculiarità dei vari habitat: quello del Picchio rosso maggiore, rappresentato dal bosco ripariale, quello dell’Istrice, del quale viene ricostruita la caratteristica tana, il tipico ambiente aperto del Coniglio (“u trippaturi”), e infine quello del Gruccione, rappresentato dalle crivellate pareti argillose dove questo uccello nidifica. Suggestiva è l’ambientazione riservata ai preziosi campioni di minerali, ricavata in un antro roccioso all’interno della struttura museale. Non sono stati trascurati gli aspetti antropici e in particolar modo gli usi eduli, farmaceutici e artigianali delle piante più comuni. Grande spazio infine è stato dato agli aspetti iconografici e alle fotografie di ambienti e di soggetti naturalistici.
 
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