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Chiesa Madre
La Chiesa Madre (S.Spirito) rappresenta uno dei monumenti più
importanti di Nicolosi, Fu ricostruita dopo l'eruzione del 1669
con i contributi del comune e dei cittadini benestanti nello stesso
luogo dove sorgeva prima di essere distrutta. La struttura in
pietra lavica si vede soltanto nel campanile, mentre la facciata
è nel classico stile ottocentesco. Al suo interno si possono ammirare
un pregevole Crocifisso ligneo del '700 ed un organo attribuito
al Cinquemani
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Monastero
di San Nicola
Edificato accanto ad una antichissima cappella rupestre anteriore
che sorgeva in quel luogo per una spontanea formazione arenosa,
la costruzione risale intorno al 1359. L'ingresso dell'edificio
era costituito da un piccolo portico, in parte ora distrutto,
sulle cui pareti si potevano ammirare bellissimi affreschi. Un
lungo sentiero, una volta fiancheggiato da mura merlate, portava
al recinto del monastero al quale si accedeva attraverso un nobile
arco barocco di pietra bianca, sulla cui chiave era scolpito lo
stemma dell'edificio: tre pale sormontate da una stella caudata.
Sul portone d'ingresso principale campeggiava lo stemma dell'ordine
benedettino, un libro con il motto ORA ET LABORA. Sopra si apriva
il balcone a terrazza sul quale si affacciava l'appartamento dell'abate
ed il lato meridionale del cortile era occupato, in parte, dal
muro difensivo, oggi ricoperto di edera. Il complesso cominciò
a decadere progressivamente dopo il 1558 quando i monaci, volendo
evitare spiacevoli incursioni predatorie, già più volte avvenute,
ottennero il permesso di trasferirsi definitivamente a Catania.
Il suo definitivo degrado avvenne con la soppressione degli ordini
religiosi, quando passò al Pubblico Demanio dello Stato per essere
venduto ai privati. L'attuale gestione del Parco Regionale dell'Etna
ha iniziato ad operare lavori mirati al restauro di questo notevole
patrimonio.
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