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Calatabiano
- Arte e Musei
Il Castello
Argomentando dalle vaghe e scarse memorie dello Schubring, pare
che nel primo millennio a.C. le alture dominanti la vallata sud-est
dell'Alcantara, fossero abitate dai Siculi. Evidentemente le popolazioni
del monte Tauro dovevano tenere qualche villaggio fortificato sulla
riva destra dell'Akesines (Alcantara), atto a dominare la vallata
omonima, di suprema importanza per le comunicazioni col mare. Lo
Schubring, infatti, ha identificato questo villaggio col castello
di Bidio, che secondo l'epitomatore Di Stefano era di origine sicula,
nei pressi di Taormina, e il cui nome, secondo il Bochart, deriva
dal fenicio e significa: << castello delle bianche mura >>. Ma sin
qui, siamo sempre nel campo delle induzioni, le quali cominciano
a diventare certe con la dominazione romana, poiché tra le costruzioni
aragonesi dell'attuale Castello, si vedono qua e la dei grossi mattoni,
come quelli esistenti nel teatro di Taormina . Con la dominazione
saracena comincia a farsi maggior luce e diversi autori non hanno
nessuna difficoltà ad assegnare origini saracene a Calatabiano,
che dicono fondato tra il 900 ed il 1000 dopo Cristo. Invero lo
storico Amico, seguito dai contemporanei, lo vuole di origine araba
e afferma che derivò il nome da Biano, signore dei possedimenti,
essendo la parola araba << Calata >> equivalente alla italiana castello.
Ma noi, basandoci sulle anzidette induzioni e sull'esame obiettivo
dei ruderi, opiniamo che il castello ebbe più antiche origini. Di
fatti la rocca più alta differisce dalle altre costruzioni, per
posizione e per sistema, tanto da poter formare parte indipendente.
Quella certamente dovette essere la prima fortezza costruita sul
monte, ma ad opera di quali popoli e in quale epoca non possiamo
determinare con certezza.
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