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 Caltanissetta - Storia
Diverse le ipotesi sull'origine del suo attuale nome: alcuni studiosi sottolineano la continuità storica dell'antica Nissa (identificata nel sito della vicina collina di Gibil-Habil, 4 km a sud della città) con l'insediamento medievale; altri invece riferiscono il nome alla combinazione dell'etimo arabo Qal'a (= castello) con quello di Nissa. Le prime notizie documentate sulla città si hanno a partire dal 1086, allorché il conte Ruggero, conquistato il territorio ed espugnato il castello di Pietrarossa (probabile fortilizio arabo), fonda il priorato di S. Giovanni e fa donazione all'abbazia di S. Spirito di numerose terre: addossato alle pendici della collina di S. Anna, il primo nucleo della città dal castello di Pietrarossa giungeva alla contrada Zibili e all'abbazia di S. Spirito. Durante li prima metà del sec. XIV gli scontri tra i Ventimiglia e i Chiaramonte tra- sformano la città in teatro di aspre lotte; nel 1406 la contea passa alla famiglia Moncada di Patern=. Durante i secoli XV e XIV la città, non più vincolata dalla cinta muraria medievale (che dal castello di Pietrarossa si estendeva a includere il quartiere di S. Domenica), si espande seguendo le nuove direttrici indicate dai complessi monastici, e si struttura nei quattro quartieri di S. Flavia a NE, di S. Rocco a NO, degli Zingari (antico quartiere degli Ebrei) situato a 0 del tratto meridionale dell'attuale corso Umberto, e di S. Francesco a S. Dopo l'unità d'Italia, l'economia di Caltanissetta riceve un particolare impulso dall'industria mineraria, che si basa sulle numerose miniere situate nel suo territorio. Nella seconda metà del sec. XIX la costruzione di nuovi palazzi (Testasecca, Trabonella, Amato ecc.) e di edifici pubblici (palazzo della Provincia, sede della Banca d'Italia) rinnovano l'aspetto della Città, soprattutto negli assi più rappresentativi.
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