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 Alcara Li Fusi

Alcara li Fusi Le origini di Alcara sembrano risalire al XII sec. a. C., epoca in cui sembra sia sorto il primo nucleo di quella che è la cittadina attuale.
Narrano, infatti, Plinio e Dionigi d’Alicarnasso che, dopo la distruzione di Troia, fra i seguaci di Enea vi fosse un certo Patrone, natio della città di Turio e perciò detto Turiano, che dopo essere sbarcato nel tratto di spiaggia che va da Acquedolci a S. Agata Militello, con molti suoi compagni si diresse verso l’entroterra, dove trovò un luogo ricco di sorgenti d’acqua e riparato dai venti. Vi costruì un castello, da lui detto Turiano, ove prese dimora, costituendo il primo nucleo del borgo Turiano che poi divenne Alcara. Sembra storicamente accertato che nel borgo di Castel Turiano abbi avuto i natali il pontefice Leone II che succedette nell’anno 682 al Papa Sant’Agostone, morto nel 683, essendo comune sentenza degli storici che fosse stato siculo, ma non certa la Città che ebbe l’invidiabile fortuna di averlo dato alla luce. Pertanto a confermare che qui vi nacque il Santo Pontefice si dimostra dal fatto che in Alcara esiste appunto un fiume Papa – Leone, nonché il ponte e la contrada dello stesso nome. L’antico Castello Turiano fu sede vescovile e si narra che lo stesso Pontefice Leone II nell’anno 682 nell’elevare il suo Paese natio a sede vescovile donasse ad esso tutto il suo patrimonio personale costituito principalmente dalle terre nell’ex feudo San Giorgio nella contrada che oggi, in sua memoria, e denominata Papa – Leo.
Il nome potrebbe derivare dal greco “Alchar” che significa fortezza, o forse furono i nuovi conquistatori arabi a dare il nome di “Akaret”
Nell’anno 885 circa, i Saraceni, che occuparono e distrussero la città di Castro, presero anche il Castello Turiano senza però distruggerlo giacché, data la sua posizione e solidità, fu ritenuto utile per essere utilizzato come fortezza. I persiti Greci di Castro e di Dèmina andarono ad ingrossare l’abitato di Turiano che cosi divenne una città abbastanza importante per l’avvenuta fusione dei territori e delle popolazioni di tre civiltà. Cessato il dominio Saraceno e affermatosi la dinastia Normanna, l’intero abitato assunse il nome di “ALCARA”, e picchè era compresa nella Valle Demona, si chiamò “Alcara Valdemone”. La denominazione di Alcara Valdemone rimase fino all’anno 1812 allorché una legge Borbonica soppresse le vecchie circoscrizioni amministrative delle tre valli di Noto, Mazzara e di Demona istituendo sette Intendenze, cioè province.
Da tale periodo il Comune assunse ufficialmente l’attuale nome di ALCARA LI FUSI perché allora fioriva l’industria dei “fusi” per filare la lana, la seta e il lino.