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Piazza Armerina

Piazza Armerina - Panorama Sulle origini della città, sulla sua ubicazione e sul toponimo, viste le innumerevoli testimonianze di civiltà del suo comprensorio, le opinioni degli storici sono varie e discordi.
Piazza Armerina è al centro di una vastissima zona archeologica classica (Montagna di Marzo, Monte Naone, Rossomanno, Monte Manganello, etc.), il suo territorio di grandissimo interesse per gli scavi archeologici, in particolare quelli della villa romana del Casale, fu abitato fin dalla preistoria, almeno dal VII sec. a.C. in poi.
Non a caso gli archeologi nel corso dell’anno 2000 hanno scoperto su monte Manganello un vasto stanziamento preistorico, successivamente grecizzato e fortificato risalente al terzo millennio a.C. (età del rame). Della dominazione Bizantina, (535-827 d.C.), fonti storiche successive detto periodo, ci descrivono dell’esistenza di alcune chiese di cui la “Badia” con il titolo di S.Maria di Platea nell’attuale c/da Candilia, alias, piazza vecchia e, della chiesa di S. Maria di Patrisanto, (oggi San Lorenzo, “dei Teatini”) chiesa che qualche secolo dopo verrà donata alla chiesa vescovile di S. Agata di Catania.
Nel secolo IX gli Arabi occupavano la Sicilia, sui monti Erei vengono sottomessi tutti i villaggi, dal geografo arabo ‘Ibn ‘Idrìs, detto Idrisi, conosciamo il toponimo arabo con la quale Piazza, localizzabile nel sito di contrada Casale é chiamata Iblàtasah o Iblàtanah, toponimi arabi derivati dalla fedele trascrizione di quelli greci di Ibla Elatson o Ibla Elatton.
A tal proposito sull’individuazione del sito della città di Platia, nel corso dell’anno 2004, gli archeologi anno portato alla luce accanto alla Villa Romana del Casale una città di epoca medievale la cui estensione, ritengono gli archeologi, ricopra un’area di oltre ventimila metri quadrati, due ettari.
La vastità dell’insediamento è la conferma che potrebbe far ritenere che possa trattarsi del vecchio sito della città di Piazza, perché i resti risalirebbero all’epoca normanna di Guglielmo I d’Altavilla, cioè di quel re che nel 1161 fece radere al suolo Platia perché la sua popolazione normanna si era rivoltata contro la politica filosaracena del re.
Con questa scoperta, dai reperti ritrovati, circa 50 mila, si potrà avere una conferma attendibile circa la localizzazione della città normanna distrutta da re Guglielmo, così come si potranno restringere le ipotesi sulla origine del nome della città.
Ciò che è certo è che dei numerosi centri abitati, che fin dalla preistoria si sono susseguiti, l’attuale Piazza Armerina nata nel periodo normanno può dirsi l’erede.