|
Aidone
- Arte e Musei
MORGANTINA
A pochi chilometri da Aidone sorgono le splendide rovine di
Morgantina. Le più antiche testimonianze di vita si riferiscono
alla prima età del bronzo (1800-1400a.c.) epoca cui si fanno
risalire i resti di capanne che attestano l' esistenza di un villaggio
sul pianoro di contrada S. Francesco. Il villaggio sito in prossimità
di sorgenti d'acqua occupava un vasto altopiano. Fondata dai Siculi
nel XI° sec. a.c. su un monte chiamato Cittadella ebbe il suo
massimo splendore con l' arrivo dei Greci che risalirono dal fiume
Gornalunga, ai tempi navigabile, alla ricerca di nuove terre da
sfruttare.
Dalla fusione delle due civiltà si formò la comunità
di Morgantina. La storia di Morgantina fu strettamente legata a
Siracusa durante il regno di Gerone II° (275-215 a.c.). In quel
periodo conobbe la sua massima floridezza economica e fu una vera
e propria città organizzata funzionalmente con importanti
edifici pubblici e religiosi. Dopo la morte di Gerone II° nel
215 a.c. si apre per Siracusa e Morgantina un periodo oscuro caratterizzato
da lotte interne per il controllo del potere e dalla graduale frattura
dell'alleanza fatta precedentemente con Roma. Caduta Siracusa sotto
il controllo di Roma anche Morgantina nel 211 a.c. venne distrutta
da parte dei Romani i quali cedettero la città e i suoi territori
a mercenari di origine Spagnola.
Durante i due secoli successivi alcuni edifici vennero ricostruiti
e a volte destinati ad altri usi. In questo periodo Morgantina,
anche se ridotta a piccola città, ebbe una vitalità
economica e commerciale documentata dai resti di numerose officine
dedite alla produzione di vasi e oggetti vari di terracotta e ceramica
per l'uso interno e per l'esportazione. Nel 35 a.c. Morgantina fu
coinvolta dalla guerra civile tra Sesto Pompeo ed Ottaviano e, da
quest'ultimo distrutta e saccheggiata.
|
Museo
Archeologico di Aidone
Il Museo si trova all’interno dell’ex-convento dei Cappuccini
costruito tra il 1611 ed il 1613 sotto la reggenza di Padre Gregorio
da Castrogiovanni. Nel 1963 l’edificio abbandonato venne rivalutato
grazie all’idea di realizzazione di un museo dove destinare
i resti ritrovati di Morgantina, proposta dall’archeologo
svedese Sjoqvist. Viene inaugurato nel 1984.Si accede al museo dalla
chiesa di San Francesco la cui navata è in parte utilizzata
come sala per le conferenze.Il museo illustra la storia di Morgantina
dall'età del bronzo all'età romano-repubblicana. Le
collezioni. La raccolta dei materiali esposti proviene dagli scavi
condotti, a partire dagli anni '50, dalla Missione Americana delle
Università di Princeton e Virginia e dalle Soprintendenze
di Siracusa, Agrigento ed Enna. L'ordinamento, nelle quattro sale
espositive, è cronologico e tematico. L'esposizione dei reperti
è corredata da carte topografiche e pannelli esplicativi.
Le prime tre sale sono dedicate alle fasi principali della storia
del sito: dalla Preistoria alla prima città arcaica sulla
Cittadella, la seconda città ellenistica di Serra Orlando.
La quarta sala conserva materiali che illustrano spe3cifici temi
della vita urbana, quali l’uso dell’acqua, l’artigianato,
il commercio, la vita religiosa e quella domestica, l’epigrafia.
|
Castello
di Pietratagliata
In contrada Gresti, lungo la strada Tufo che collega il paese con
Raddusa e Valguarnera, su una gigantesca rocca costituita da un
banco di arenaria si erge solitario il Castello di Pietratagliata,
rinominato da poco castello di Gresti.
L’edificazione risale con molta probabilità al periodo
arabo-normanno e svolgeva una funzione di punto di avvistamento.Le
prime notizie storiche risalgono al XIV secolo e si riferiscono
ai numerosi passaggi di proprietà tra diverse famiglie nobili.
|
Convento
e Chiesa S.Anna
La chiesa di Sant'Anna, intitolata originariamente a Santa Rosalia,
risale alla prima metà del 600. Nel corso degli anni fu dotata
dei quadri raffiguranti la Santa palermitana, l’Immacolata,
San Pasquale Baylon, San Francesco da Paola. La chiesa conserva
un armadio del 1660 intarsiato da un monaco e diviso in tre scomparti,
di cui quelli laterali culminano in eleganti balaustrine e quello
centrale, delimitato da due colonne, sorregge una sorta di “Edicola”
che tra coppie di colonne racchiude una nicchia destinata ad accogliere
una statua. L’opera più pregevole è il Crocifisso
ligneo scolpito nel 1635 da Frate Umile da Petralia che seppe imprimere
al volto di Cristo una dolente naturale espressione di umana sofferenza
che le tumefazioni, i rivoli di sangue, i segni delle percosse accentuano
col loro colorismo realistico. Vicino alla Chiesa sorgeva il Convento
dei Padri Riformati, di cui resta un chiostro con arcate a tutto
sesto. |
|
|