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Palagonia

A sud della Piana di Catania, accarezzata dalle dolci acque del fiume Catalfàro, alle falde del monte Croce, che le fa da corona, circondata dal verde cupo degli agrumeti ed inebriata dal delicato profumo di zagara, si erge la città di Palagonia. Fu fondata da Ducezio, re dei Siculi, col nome di Palìka, nell'anno 453 a.C., attorno al Tempio degli Dei Palici, in prossimità dei laghi di Naftìa, dal cui fondo fuoriescono getti di anidride solforosa che, gorgogliando attraverso l'acqua,la mantengono in perenne ebollizione. L'esistenza del Tempio é provata dal rinvenimento, in loco, di testine fittili d'uso votivo del V/VI secolo a.C., dai resti di decorazioni tipiche del fastigio di un tempio arcaico e, soprattutto, dal ritrovamento di un cinturone in lamina di bronzo con descrizione dedicatoria datato, per la tipologia dei caratteri, del IV secolo a. C. Inoltre gli scavi effettuati dalla Sovrintendenza ai BB. CC., (specie quelli del 199), hanno portato alla luce il basamento del tempio. Questo é ciò che resta di quel periodo, e quanto hanno scritto Diodoro, Polemone, Macrobio e Teodosio, nonché le citazioni storiche e mitologiche di Aristotele e Ovidio il quale, nella IV metamorfosi parlando del ratto di Proserpina, menziona il lago dei Palici quando afferma che il cocchio di Nettuno attraversò proprio i laghi profondi e odoranti di zolfo dei Pàlici. Palìka fu distrutta, forse a causa della seconda guerra servile, intorno agli anni 103/100 a.C. Fu ricostruita, poco dopo, in una zona diversa e naturalmente più fortificata, col nome di Palìka-nea cioé nuova Palìka. Nel 1073 Palagonia apparteneva al Vescovo di Siracusa, concessagli con bolla di Urbano II. Durante la guerra del Vespro (1282) apparteneva a Ruggero di Lauria dal quale fu ceduta agli Angioini. Nel 1301 fu concessa in feudo a Blasco Ala gona. Nel 1392 passò a Ruggero Cruyllas, mentre nel 1407 venne in mano a Girolamo Gravina, segretario del Re Martino I. Da allora rimase sempre in possesso della dinastia Gravina, sino all'ultimo Principe di Palagonia Francesco Paolo Gravina, morto a Palermo il 15 Aprile 1854 in odore di santità.