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Palagonia
- Arte e Musei
La Chiesa Madre
Dedicata a S. Pietro Apostolo, è la più antica chiesa di Palagonia.
Risale alla fine dell'XI secolo. Si suppone che anticamente la chiesa
fosse più piccola e che abbia subito cambiamenti. Dopo il terremoto
del 1542, fu ricostruita a tre navate, dopo la distruzione del 1693,
fu ricostruita com'era con in più il soffitto con le volte
in gesso, nel 1704 dal principe D. Ferdinando Francesco Gravina.
Ha un impianto planimetrico a croce latina a tre navate e un transetto,
con due cappelle contenti gli altari in marmo policromo intarsiato,
ornati di stucchi. La struttura muraria è costituita da conci regolari
in pietra, in parte intonacata; la copertura è a capanna con struttura
lignea e rivestimento in coppi. Il prospetto principale, costituito
da due ordini architettonici, è caratterizzato da un portale centrale
in pietra intagliata e da due portali secondari sui quali si trovano
gli stemmi dei Gravina e due epigrafi latine indicanti la ricostruzione
della chiesa del 1693. |
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La Chiesa del Crocifisso
Fondata nel 1717, si trova nel centro storico di Palagonia, ed
è stata rimessa a nuovo con i fondi della stessa chiesa. Fu costruita
dopo che la Chiesa Madre fu distrutta per custodire il SS. Sacramento
e per celebrare le messe giornaliere. E' una piccola chiesetta
e presenta una pianta longitudinale ad unica navata, con una cappella.
La copertura è a capanna, con struttura lignea e rivestimento
in coppi. La facciata è costituita da un portale centrale
con arco a tutto sesto, incorniciato da lesene che sostengono
l'arco e il sovrastante cornicione. Essa è conclusa superiormente
da una cornice in pietra. Il prospetto principale è caratterizzato
dal campanile in pietra, a base quadrata, che ospita la cella
campanaria costituita da finestre ad arco a tutto sesto e sormontata
da un grosso cornicione. La parte finale del campanile è stata
costruita nel 1920. All'interno si trova il Crocifisso ligneo
del secolo XVI. Uscendo si trova la stele di Santa Febronia, ricostruita
sessanta anni fa.
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La
Chiesa dell'Immacolata del Convento
Risale al 1721, come si può leggere in una lapide posta sul lato
sinistro della facciata. La chiesa però doveva esserci nel 1711,
in quanto viene citata in una lettera di Francesco Gravina, datata
14 maggio 1711. Si pensa che essa fu originariamente gestita dai
Francescani. L'impianto planimetrico è longitudinale, ad unica
navata coperta da una volta a botte lunettata. La sua struttura
muraria è costituita da conci in pietra intonacata, e la sua copertura
è a capanna con struttura lignea e manto in coppi. Il prospetto
principale presenta un portale d'ingresso, con arco a tutto sesto,
sormontato da un frontone in pietra, curvilineo spezzato. Ai fianchi
di questo portone vi sono due grandi nicchie nelle quali alloggiano
le statue dei frati Francescani. Sopra il portone vi è una finestra
sormontata da un frontone triangolare spezzato, arricchita da
mostre in pietra. A chiudere superiormente il prospetto vi è un
grande frontone triangolare. Affiancato alla chiesa si trova il
campanile in pietra, a base quadrata, che ospita la cella campanaria
con una finestra ad arco a tutto sesto. All'interno, sull'altare
maggiore si trova un pregevole e maestoso tabernacolo ligneo a
quattro piani piramidali, sormontati da una cupola. Alle pareti
vi sono quadri del secolo XVIII, una statua di S. Antonio di Padova
e diverse pitture ad olio del 1700.
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