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 Mineo - Arte e Musei
Palazzo ComunalePalazzo Comunale
Questa costruzione, che domina in tutta la sua imponenza la piazza del paese, era l'antico collegio dei Gesuiti. Fu voluto dalla famiglia De Guerriero, fondatrice anche della chiesa adiacente. Diventò sede del Comune per volere del governo borbonico. Vi troviamo attualmente, oltre che gli uffici comunali, anche la pretura, l'archivio storico, l'ufficio postale, la biblioteca con annesso un piccolo museo dedicato a Luigi Capuana. Pregevole il che appare in tutta la sua bellezza dopo la scalinata che dà accesso alla costruzione.

La Chiesa di Sant'AgrippinaLa Chiesa di Sant'Agrippina
Fu edificata nel luogo in cui esisteva l'oratorio, privato di una nobile matrona di Mineo, Eupresia, intorno al 263 d.C. e fu dedicata alla patrona della città S. Agrippina. Durante la dominazione araba subì una serie di trasformazioni divenendo probabilmente una moschea. Dopo il terremoto del 1163 venne ricostruita conservando nel sotterraneo una meravigliosa cripta con affresco bizantineggiante. La chiesa presenta tre torrioni merlati di epoca medioevale nel versante absidale. Ricostruita nel 1700, dopo il terremoto del 1693, è ancora oggi uno dei più bei monumenti sacri di Mineo. La caratteristica di questa chiesa, che la distingue dalle altre, è la planimetria a croce greca, a tre navate separate tra loro da sedici colonne, e una cupola al centro. Bellissimi stucchi forse del Serpotta e meravigliosi affreschi del '700 di Sebastiano Monaco decorano le volte e la cupola centrale. Opere d'arte di gran pregio come il presepe della Natività in legno, la custodia del S.S. Sacramento, il coro presbiterale del '700, la statua in legno policromo di S. Agrippina, opera di Archifel (1500), non sono che pochi esempi dei capolavori custoditi. Degni di nota inoltre sono il sarcofago di Angela De Guerriero della fine del '500, il portale della cappella di S. Agrippina e alcuni paliotti degli altari del '600.

La Chiesa di Sant'AgrippinaLa Chiesa di Santa Maria Maggiore
Venne edificata nel 111 sec. d.C., dove prima esisteva il vecchio tempio dedicato al dio sole. Ricostruita più volte a causa degli innumerevoli eventi sismici, è stata chiarnata prima S. Maria de Graccis, poi S. Maria de Stellis e in ultimo S. Maria Maggiore. La facciata principale presenta tre ordini architettonici. Nel primo, diviso da quattro lesene con capitelli dorici, si trovano le tre porte d'ingresso. Il secondo ha capitelli ionici, una finestra al centro e due nicchie ai lati e, sopra la finestra, lo stemma della famiglia Buglio che la fece restaurare dopo il sisma del 1542. Il terzo livello ha tre archi a tutto sesto separati da lesene con capitelli corinzi. In alto domina un grande sole a ricordo del tempio pagano. A sinistra, sempre nella facciata principale, è incastonato un vecchio portale appartenuto al castello Ducezio. Ai lati della porta dominano due leoni in pietra, simbolo della forza, probabilmente appartenuti al tempio, ora quasi completamente crosi dalle intemperie. E' a croce latina a tre navate con cupola sul, transetto. Presenta opere di gran pregio: un fonte battesimale in pietra del '500, una statua in alabastro della Regina degli Angeli donata dal conte Ruggero nel 1072, un lavabo in marmo del '500 opera del Mazzola, tele del '600 e del '700, paramenti sacri di gran valore.
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