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 Licodia Eubea - Arte e Musei
Le Grotte di Marineo Le Grotte di Marineo
Le grotte ricadono sul colle più meridionale della catena collinare di contrada Marineo costituite da arenaria conchiglifera, poco compatta e molto porosa (pietra locale). Una prima esplorazione è stata effettuata su tre grotte. La grotta n. 2 presentava una situazione molto compromessa e dunque le indagini non sono state approfondite. Dai saggi di scavo operati nelle grotte n.1 e 3 sono emersi consistenti depositi preistorici i quali hanno restituito materiali che attestano una frequentazione a partire dalla facies di "Stentinello" (età neolitica: 5000-4300 a.C.), fino alla ceramica dipinta a flabelli di Cassibile ed a quella tardo-geometrica della facies di "Licodia Eubea" (VIII-VI secolo a.C.). Un secondo intervento ha portato alla luce un'altra grotta, denominata n° 4, parzialmente interrata, di forma pressoché quadrata. Essa conserva delle incisioni su tutte e tre le pareti. Le rappresentazioni più significative e ricorrenti sono dei simboli solari (con la ruota solare a raggi dritti), insieme ad altri segni incisi da interpretare come figure umane molto stilizzate. Una sola figura di bovino è resa in maniera realistica. Nella grotta è presente la bocca di una sorgente e sul piano di calpestio sono ancora visibili tracce di canalizzazione. Questi elementi hanno fatto ipotizzare che la grotta fosse un antico luogo di culto, infatti le rappresentazioni legate al culto del sole sono presenti durante l'età del Rame e presenti per lo più in luoghi di culto caratterizzati dalla presenza di sorgenti. L'ipotesi è supportata anche dalla mancanza di depositi preistorici, presenti nelle grotte adibite ad abitazione. L'insieme dei simboli e degli stili induce a pensare che la grotta abbia avuto delle fasi successive comprese nel periodo di tempo in cui si può stabilire la frequentazione dell'intero complesso, e cioè dal neolitico medio all'età protostorica.

La Chiesa Madre La Chiesa Madre
La chiesa Matrice dedicata a Santa Margherita, Patrona di Licodia Eubea, è situata in Piazza Vittorio Emanuele. I lavori per la sua costruzione pare che abbiano avuto inizio intorno all'anno 1600, la Chiesa divenne Matrice nel 1621, assumendo così il ruolo - guida della vita religiosa locale. Distrutto dal terremoto del 1693, il tempio venne ricostruito intorno all'unica ala rimasta in piedi, che corrisponde all'odierna Cappella di S. Antonio, e consacrato e aperto al culto nel 1738. Per accedervi bisognava arrampicarsi per la collinetta e nel 1893, su progetto dell'ingegnere Antonio Astuto di Licodia, si provvide a sistemare la Piazza e a costruire la gradinata. All'interno della chiesa si trova la cappella della famiglia Santapau, la cappella di Blasi e la cappella del SS. Sacramento, precedentemente situata nella chiesa di S. Antonio Abate, ora ubicata nella navata laterale di destra; tra le tele che si trovano all'interno spicca il dipinto di "S. Benedetto, S. Girolamo, S. Lorenzo e il donatore"; tra gli altri dipinti la "Deposizione" e un "S. Michele nell'atto di trafiggere il drago". Nella navata destra la statua di "S. Antonio Abate", scolpita in legno e decorata nel 1617 da Giovanni Battista Galone. Sul lato destro, è collocato il dipinto raffigurante il battesimo di Cristo fu eseguita nel 1933 dal prof. Albertella. Sulla navata destra si trova collocata in una cappella la statua dell'Addolorata. In una nicchia ricavata nella parete sinistra della chiesa, sopra un reliquario, sta il Cristo nell'urna: si tratta di una bara, chiamata " a Cascia ", dove si conserva la famosa e immensa tela che raffigura il "Cristo resuscitato". Nel tempio sono anche custodite le ossa del canonico Don Martino La Russa.
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