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Acireale
- Arte e Musei
La Cattedrale
Costruita dove nel '400 sorgeva un altarino dedicato alla Vergine
Annunziata, la chiesa (divenuta cattedrale nel 1872) ha assunto
soltanto nel corso del '600 l'attuale impianto a croce latina con
tre navate su pilastri. Il prospetto fu completato sul finire dell'800
dall'arch. Giovan Battista Basile che rielaboro' dei progetti dell'arch.
Sebastiano Ittar. A questo periodo risale la costruzione del campanile
di sinistra, del rosone, e della sovrastante galleria di coronamento
che raccorda i due campanili laterali. Seicentesco e barocco e'
il grande portale dalle eleganti colonne corinzie che reca nella
trabeazione uno dei piu' antichi stemmi cittadini. Esso costituisce
un complesso unitario con la sovrastante edicola con statue (Madonna
Annunciata ed Angelo Annunciante, S. Venera, S. Tecla, ecc), opera
del messinese Placido Blandamonte. Il prospetto laterale di mezzogiorno
presenta un ingresso secondario con portale in pietra bianca di
Siracusa realizzato nel 1799 su disegno dell'arch. Francesco di
Paola Patane'. All'interno la solenne navata entrale presenta nella
volta un vasto affresco con l'Apoteosi dell'incarnazione del Verbo
divino acclamato dal coro delle Vergini, realizzato negli anni 1905-1907
da Giuseppe Sciuti. |
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Basilica
dei SS. Pietro e Paolo
La basilica dei SS. Pietro e Paolo, costruita nel corso del XVII
secolo, presenta un elegante prospetto realizzato nella prima meta'
del '700 su disegno di Pietro Paolo Vasta. Tale prospetto in pietra
bianca di Siracusa e' caratterizzato dal movimento di due ordini
di colonne sovrapposte e dal misurato svettare del campanile di
destra (1735). Il mancato completamento del campanile di sinistra
ha, invero, favorito la pacata dinamicita' dell'insieme. L'interno,
danneggiato dal terremoto del 1693, ha preso il suo aspetto attuale
nella prima meta' dell'800 su progetto d'ispirazione neoclassica
di Francesco di Paola Patane'. Nelle pareti del coro sono affreschi
secenteschi; tra le tele ricordiamo il "S. Andrea Avellino" di Pietro
Paolo Vasta, "S. Alfio ed i fratelli" e "S. Antonio Abbate" di Giacinto
Platania ed infine i "SS. Pietro e Paolo" dell'acese Mattero Ragonisi
(nella sagrestia). Sono degni di menzione ancora le statue di legno
di S. Pietro e S. Paolo del messinese Girolamo Carnazza (1658),
l'organo sopra l'altare maggiore di Giovanni Patane' Rocca (meta'
'800). Nel corso del Seicento la confraternita dei SS. Pietro e
Paolo si segnalò per i ripetuti, talora violenti, contrasti con
la rivale confraternita di S. Sebastiano. La confraternita del Crocifisso
continua oggi a curare la suggestiva processione del Cristo Morto
il Venerdì Santo. La chiesa, eretta a collegiata nel 1924, e' stata
successivamente dichiarata da papa Pio XI basilica minore pontificia
nel 1933. |
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Basilica
di San Sebastiano
Lo splendido prospetto principale della Basilica di S. Sebastiano
sull'omonima piazzetta costituisce la più significativa voce del
barocco acese ed una delle immagini emblematiche della città. L'attuale
imponente basilica venne iniziata nel 1609 non essendo più sufficiente
ad accogliere i fedeli la vecchia quattrocentesca chiesa che sorgeva
dove ora è la chiesa di S. Antonio di Padova. Era appena finita
nelle sue strutture, quando ebbe a subire i danni del terremoto
del 1693 (andarono perduti gli affreschi di Baldassare Grasso nel
coro). Già sul finire del secolo la ricostruzione era conclusa e
si avviava l'opera di decorazione pittorica. L'interno è a tre navate
divise da pilastri; all'incrocio con il transetto s'imposta la cupola.
Nella navata centrale e nelle laterali sono affreschi assai modesti
di Venerando Costanzo (cui si deve anche la Conversione di Cromazio
nella lunetta del transetto destro); di pregevole fattura quelli
realizzati nel 1732-36 da Pietro Paolo Vasta nel transetto sinistro,
nel coro (Scene della vita di S. Sebastiano), nelle vele e nel tamburo
della cupola. Nelle pareti del transetto e nella cupola sono interessanti
dipinti ad encausto di Francesco Mancini (1899-1901). Gli affreschi
della cappella del Sacramento sono di Pietro Paolo Vasta (1738),
quelli della cappella di Gesù e Maria del palermitano Alessandro
d'Anna. Tra le tele d'altare vanno ricordate l'Addolorata e la Trinità
di P. P. Vasta e Vito D'Anna, ed i SS. Cosma e Damiano di Antonino
Bonaccorsi. La chiesa è stata eretta a collegiata nel 1924; nel
1990 ha ottenuto ufficialmente il titolo di Basilica. Il 20 gennaio,
in occasione della festa religiosa di S. Sebastiano, che è compatrono
della città di Acireale (particolarmente venerato per la sua protezione
dal contagio della peste), i "devoti" trainano il fercolo ("vara")
del Santo che ha nell'uscita e nel rientro momenti suggestivi e
spettacolari. |

Teatro Bellini
Alla confluenza di via Vittorio Emanele II e via Galatea si apre
la piazza del Carmine con l'omonima chiesa. Edificata nel 500, dopo
la distruzione del terremoto del 1693 la chiesa venne ricostruita
- insieme all'annesso convento - nelle attuali piu' ampie proporzioni
sul finire del '700. Lo stretto mosso prospetto tutto colonne e
lesene si conclude singolarmente con una bella loggia campanaria
aperta da entrambi i lati. Suggestiva nella parte superiore la bicromia
tra la trabeazione in pietra bianca e le piccole colonne nere in
pietra lavica. Nell'interno sono alcune tele settecentesche di Alessandro
Vasta. Il convento dei Carmelitani dopo le leggi eversive e' divenuto
prima caserma, poi scuola (Oggi sono in corso lavori di restauro
e ristrutturazione). |
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