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SiciliaIn: dentro la Sicilia, cuore del Mediterraneo - ARTE CULTURA e TURISMO
Gela

Secondo Tucidide la fondazione di Gela (l'antica Lindioi) avvenne per opera dei Rodio-Cretesi guidati da Antifemo e da Entimo: siamo nell'anno 689 a.C. I primi abitanti, dopo aspre lotte con le popolazioni preesistenti, cominciarono a penetrare verso l'interno. Salendo attraverso il fiume Gela iniziarono quel processo di ellenizzazione che in seguito avrebbe coinvolto altri centri vicini (Ariaiton, Maktorion e Omphake, l'attuale Butera). L'abitato moderno si estende su un dolce rilievo collinare che guarda verso il mare, inserito fra l'Acropoli da una parte e le antiche fortificazioni di Capo Soprano dall'altra. Gela rivestiva un ruolo di primo piano nello scacchiere politico del V secolo a.C. e rappresentava uno degli scali obbligatori per le navi cariche di merci provenienti dai diversi paesi del Mediterraneo antico. Distrutta in seguito per ben due volte (dai Cartaginesi e dagli Agrigentini), Gela non riuscì più a ritornare all'antico splendore. In epoca medievale Federico II costruì nel preesistente sito una nuova città che chiamò Terranova. La città riebbe il suo nome originario solo nel 1927. I segni e le testimonianze più evidenti dell'arcaica Gela sono conservati nelle stanze del Museo Archeologico, dove è possibile ammirare una grande quantità di reperti di inestimabile valore. Famosa è la collezione del barone Giuseppe Navarra, acquistata dalla Regione Siciliana negli anni '50 e costituita da splendidi vasi attici. Da vedere anche le antefisse gorgoniche e sileniche, le moltissime statuette sacre, le sculture di animali, gli oggetti preziosi e le novecento monete d'argento di Gela, Agrigento e Atene, rinvenute negli anni '50.