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Sciacca
- Arte e Musei
Il Castello dei Conti Luna
E' uno dei più interessanti esempi di architettura civile e militare
del '300 esistenti in Sicilia. Fu fatto costruire nel 1380 da Guglielmo
Peralta, conte di Caltabellotta, Vicario del regno di Sicilia dopo
la morte di re Federico III, il castello passò in mano dei Luna,
con il matrimonio tra Margherita Peralta e il conte catalano Artale
di Luna. Sorge in alto sulla roccia, nella parte orientale della
città, ed è inserito dentro il perimetro delle antiche mura. Esso
comprende quattro parti: la cinta, il mastio, il palazzo comitale
e la torre cilindrica. La cinta, dalla pianta poligonale e formata
da mura alte e robuste, serviva alla difesa esterna. Il mastio,
cioè la torre maestra a pianta quadrangolare, aveva la funzione
di sorvegliare la cinta, il terreno esterno e il cortile interno;
di esso resta oggi soltanto la base. La torre cilindrica si trova
nel perimetro della cinta; è a due piani, dalle volte costruite
con conci accostati a coltello. Del palazzo del Conte, a pianta
rettangolare, che occupava il lato ovest del castello, resta oggi
l'alto muro esterno con quattro ampie finestre dalle quali si può
ammirare il panorama della città. Dall'ingresso, situato a Nord
e munito di ponte levatoio, si entrava nel cortile, dove erano le
scuderie, i locali degli uomini d'arme, e una cappella dedicata
a S. Gregorio. |
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La
Porta Salvatore
Porta principale della città, prende il nome dalla vicina chiesa del Salvatore della quale rimangono pochi elementi inglobati nella chiesa del Carmine, ed è un rifacimento del 1581 come si legge sul mascherone scolpito sul lato sinistro del fornice.
La costruzione è di chiara ispirazione rinascimentale, con l'arco e le colonne sostenute da due elefanti stilofori, e la facciata esterna, riccamente ornata con gusto spagnolo-moresco di rabeschi a forme di volute e bassorilievi elegantemente modellati, che rappresentano dei leoni rampanti.
Il balcone sopra la porta è ornato da tre stemmi, quello della città, quello della casa d'Austria allora regnante e quello della famiglia Sotomajor, in ricordo del capitano che la fece costruire. |
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Il
Palazzo Comunale
Eretto nel 1613 dai Gesuiti a spese di G. B. Perollo, che ne è considerato il fondatore, passò in mano ai PP. RR, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, divenne demanio dello Stato dopo la proclamazione del Regno d'Italia.
Proprietà del comune è oggi sede degli uffici municipali, del Tribunale Civile e Penale, della Procure della Repubblica, della Biblioteca Comunale e dell'Esattoria Comunale.
L'edificio, di forme tardo rinascimentali, si sviluppa attorno a due vasti atri, situati a diversa quota: quello superiore è quadrato ed è circoscritto da colonne sormontate da archi a tutto sesto e coronato da una balaustra lapidea che delimita il sovrastante tetto a terrazza; quello inferiore è rettangolare ed è circondato da poderosi pilastri su cui poggiano le arcate che reggono i muri dell'ala meridionale dell'edificio.
All'interno di quest'atrio si trova una meridiana.
La costruzione non portata a termine dai Gesuiti, fu completata nella seconda metà del secolo corrente, con la costruzione del secondo piano.
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