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Caltabellotta
- Arte e Musei
La Chiesa Madre
Molto povera del linguaggio architettonico e rude nel paramento
murario, è sospesa su una gradinata; sulla destra troviamo
il campanile. La chiesa è di fondazione normanna. Soggetta a ripetuti
interventi, visse, dopo il XVI secolo, molte fasi di modifiche e
ampliamenti che mutarono l'aspetto originario. Internamente troviamo
l'impianto basilicale che è a tre navate e manifesta le tensioni
strutturali del complesso nell'imponenza delle alte arcature ogivali
spioventi su una serie di pilastri circolari, in passato ricoperti
di affreschi. Oggi il degrado e i crolli hanno profondamente vulnerato
l'edificio: l'intera area presbiteriale è distrutta, deperita e
dispersa è la gioiosa fantasia degli stucchi e dei dipinti che ornavano
il tempio. Una sola cappella, seppur anch'essa assai deteriorata,
è leggibile nel tripudio dei decori che ne intridono le pareti e
la volta in una polifonia plastico-cromatica: è la cappella della
Madonna della Catena, la prima a sinistra, densa di stucchi e affreschi
raffiguranti storie di Santi, opera (1591-98) del giulianese Antonino
Ferraro, che al centro della volta rappresentò in altorilievo il
Padreterno; sull'altare, la statua di Santa Maria della Catena (1536)
è insigne opera di marmo di Giacomo Gagini. Rimossi dagli stalli,
attendono la rinascita del tempio i marmorei simulacri di San Benedetto
(1536) di Antonello e Giacomo Gagini, una Madonna col Bambino (1545)
di Fazio Gagini e un'altra gaginesca Madonna col Bambino che stringe
in pugno un cardellino. |
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