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 Aragona - Arte e Musei
La Chiesa Nostra Signora del SS. Rosario La chiesa Nostra Signora del SS. Rosario
Eretta nel 1689 sopra le fondamenta della chiesetta del SS. Crocifisso esistente prima della fondazione di Aragona dagli appartenenti alla confraternita del SS. Rosario, che abbandonano la vecchia chiesa del Rosario. Nel trasferirsi, portarono la statua della Madonna del Rosario e tutti gli arredi sacri. Nel 1796 il sacerdote Matteo Scifo, rettore della chiesa, fece eseguire alcune riparazioni. Nel 1875 il Papa Pio IX dichiarò Maria SS. del Rosario patrona principale del paese. Attorno al 1970 il parroco Sferrazza modificò parte del tempio; furono smontati gli altari laterali, fu eliminato l’organo a canne della cantoria, fu rifatta la pavimentazione e si modificò totalmente il prospetto principale. Nel 1989 si ripristinò l’antico prospetto e venne sostituita la copertura in coppi. Questo restauro fu finalizzato alla restituzione della configurazione che aveva agli inizi degli anni ‘40. L’aula è decorata a stucco nelle pareti, limitata dalla cantoria e da un' abside semi circolare, è coperta da un soffitto ligneo piano con pitture di pregevoleS fattura datate 1842. Durante i lavori di restaurazione del soffitto ligneo è stato scoperto sotto le pitture un altro dipinto del Seicento in discrete condizioni, che con tecniche particolari è stato riportato alla luce con tutto il suo splendore, e spostando il disegno superiore nella cripta. Si narra che il motivo per il quale sia stato coperto risalga alla fine del '600 quando Aragona venne colpita dalla peste. Per superare la malattia era una pratica diffusa coprire le superfici con calce per la disinfestazione, e successivamente ridipingere con vernici ed affreschi. Infatti, tra i due affreschi, c'era una sottile pellicola di calce che li separava.

La Chiesa Madre La chiesa Madre
Costruita nel 1606, venne elevata a parrocchia per interesse del conte Baldassare III Naselli, unico signore e neo fondatore di Aragona. Venne dedicata a Nostra Signora dei tre Re Magi, in onore al suo nome e a ricordo di quelli di Gaspare e Baldassare, padre e nonno e dello stesso. Il Conte si riservò il diritto di nominare il parroco che fu il dott. Giuseppe Galletti di Palermo, immesso al possesso l'8 Novembre 1906 come arciprete. Nella parte nord vi è annesso un oratorio, e nella parte sud una canonica. La chiesa si eleva dal piano stradale con una scalinata. La struttura è realizzata in conci di pietra squadrata, e la chiesa è ad una sola navata. La parte absidale è adorna di quattro quadri uno dei quali, portante la data del 1607, raffigura l’adorazione dei Magi a Maria SS. dei tre Re a cui è consacrata la chiesa ed è sicuramente l’opera più pregevole custodita nella chiesa. La firma dell’autore è illeggibile ma per tradizione è attribuita allo Zoppo di Ganci, però per molti versi richiama lo stile di Pietro D’Asaro. La Chiesa venne abbellita sotto il dominio del principe Luigi II Naselli: si arricchì dei pregevoli stucchi (attribuibili al Serpotta) posti in alto in fondo al coro e di quadri (di frà Felice di Sanbuca Zabut) che adornano tutti gli altari laterali. L'affresco del soffitto riproduce la trasfigurazione di Raffaello, opera del pittore Cresta Doro, 1793. Agli inizi del 1900, l’arciprete Castellana riparò la copertura del tempio e aggiunse la parte superiore in tufo all’antico campanile. Durante i lavori di realizzazione della nuova pavimentazione della chiesa effettuati nel 1992, dagli scavi sono emerse celle contenenti ossa umane.

La Chiesa di Nostra Signora del Carmine La Chiesa di Nostra Signora del Carmine
Fu realizzata nel 1813 ad opera della confraternita del Carmine. Inizialmente edificata nei pressi dell’attuale piazza Aldo Moro, fu trasferita nel nuovo sito per le cattive condizioni della vecchia struttura. La struttura è realizzata mediante blocchi di pietra squadrata di origine calcarea e malta di calce. L’accesso avviene mediante un’ampia scalinata. Il campanile, anch’esso realizzato in pietra, venne eretto nel 1873 e presenta una copertura in squame di maiolica che ricordano lo stile Barocco. La chiesa, ad una sola navata coperta con una volta a botte realizzata con canne, è dotata di pitture di Salvatore Manno. Possiede buone pitture oltre ad una pregevole scultura lignea del San Giuseppe con il Bambino Gesù, di Salvatore Bagnasco. Il primo altare destro contiene una scultura lignea di Maria Immacolata; il secondo invece la Madonna di Fatima. Nel terzo si trova un gruppo scultoreo che rappresenta l’Annunciazione e l’Arcangelo Gabriele. Nel primo altare della navata sinistra si trova il crocifisso utilizzato nella processione del Venerdì Santo, Maria Addolorata, la Maddalena e San Giovanni; il secondo altare è dedicato a Santa Lucia; nel terzo si trova la statua di San Giuseppe. L’altare principale presenta le statue di Maria SS.del Carmelo e di San Simone. Sono presenti inoltre nella zona absidale due dipinti attribuiti alla scuola dei Provenzani. Il prospetto è scandito al primo livello da quattro lesene con capitelli corinzi e con una cornice marciapiano. Nel secondo livello continua la suddivisione con delle lesene e capitelli compositi. La parte terminale è costituita da un attico con quattro pinnacchi e timpano triangolare.
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