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 Agrigento - Storia

Agrigento, Valle dei Templi Agrigento Tra le brevi colline, che, quasi a ridosso del mare, si succedono s la fascia costiera compresa tra la foce del Platani (a 0) e quella del Salso (a E), laddove i rilievi, arretrandosi, digradano pił dolcemente verso il mare, l'odierna Agrigento m 280, ab. 54018 (47919), impone immediatamente al visitatore gli effetti della massiccia e caotica espansione, che, a partire dall ultimo dopo- guerra, ha vistosamente trasformato l'immagine della cittą, alterando il consolidato rapporto tra il centro urbano medievale, arroccato sulla "collina di Girgenti", e le imponenti vestigia della cittą antica, sparse nel sottostante declivio, denominato " Valle dei Templi". Tuttavia, nonostante le massicce trasformazioni, il centro storico tuttora conserva interesse architettonico e urbanistico, affiancato da un eccezionale patrimonio archeologico, unico in Sicilia. Ia particolare intensita della luce, in un cielo quasi sempre sereno, esalta, nelle diverse ore del giorno, gli elementi del paesaggio naturale, particolarmente caratterizzato, in gennaio, dal verde e da numerosi mandorleti in fiore che annunziano la primavera e, nella stagione calda, dal giallo intenso della terra bruciata dal sole. Per le piante, v. tavole 20-21 dell'atlantino. Il territorio agrigentino e stato abitato fin dalla preistoria, come dimostra- no le stazioni riferibili all'eta del Rame e del Bronzo, individuate nelle immediate vicinanze della citta attuale: particolarmente interessante, per la quantitą e la qualitą della ceramica (dipinta in nero su rosso) che ha restituito, e la stazione eneolitica di Serraferlicchio, che ha dato il nome a una precisa "facies" culturale della Sicilia preistorica. Alla fine del sec. VII a.C. risalgono i primi segni di influenza greca (necropoli arcaica di Monte- lusa in prossimitą della costa, a 0 dell'odierna San Leone), che divengono sempre piu consistenti agli inizi del sec. vI a. Cristo. La fondazione di Akragas (Agrigentum dei Romani) per opera di coloni rodii e gelesi condotti dagli ecisti Aristono e Pistilo, segna un'importante tappa nel processo di espansione verso l'interno e lungo la fascia costiera della colonia- madre Gela. Tale fondazione va collocata intorno al 580 a.C., e pone Agrigento fra le ultime colonie greche fondate in Sicilia. La cittą, poco distante dal mare e protetta, a N, dalle colline dell'acropoli, cresce rapidamente per estensione e per importanza politica; durante il governo del tiranno Falaride,(570-555 a.C.) si consolida il primo nucleo urbano, e probabilmente nello stesso periodo viene costruita la cinta delle mura (di cui rimangono lunghi tratti), concepita come potenziamento delle difese naturali del sito col raffo amento dei punti piu deboli. A questa fase sono da riferire alcuni edifici di culto, posti nell'angolo SO della collina dei Templi (parte del Santuari delle divinita ctonie e altri piccoli sacelli). La politica espansionistica, avviata gią a partire dalla meta del sec. vr a.C., raggiunse i massimi risultati durante il governo del tiranno Terone (488-478 .C.) che, con la vittoria di Imera sui Cartaginesi (480 a.C.), estese il suo ontrollo militare sul vastissimo territorio compreso tra la costa meridion e e la costa tirrenica, e delimitato a est dal F. Salso (o Imera Meridione) e a ovest dal F. Platani l'antico Halykos). lo sviluppo economico della cittą promuove una fioritura di manifestazioni artistiche, che trova riscontro nella costruzione quasi contemporanea dei magnifici templi sul limite meridionale della eollina. In questo clima culturale visse e opero Empedocle, filosofo, medico, oratore, noto e venerato in Grecia, oltre che in Sicilia.
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