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 Agrigento - Arte

Agrigento: Tempio di Giunone Lacinia

Tempio di Giunone Lacinia
Il tempio di Giunone Lacinia posto alla sommità della collina dei Temli e preceduto da un grande altare per i sacrifici, fu eretto alla metà del V secolo a.C. - poco prima quindi del vivino tempio della Concordia - con pianta periptera esastila; delle 34 colonne (6 sui lati corti e 13 su quelli lunghi) ne rimangono erette ben 25, mentre i muri della cella sono completamente rovinati per un terremoto avvenuto nel medioevo.




Agrigento: Tempio della Concordia
Tempio della Concordia
Splendido esempio di stile dorico (metà sec. V a.C.), il tempio della Concordia del tipo periptero esastilo con 34 colonne, ha avuto migliore fortuna del precedente, giungendo fino a noi, almeno nelle membrature strumentali, quasi intatto grazie alla trasformazione (sec. IV d.C.) in basilica a tre navate, cosa che comportò la chiusura, e quindi il rafforzamento, degli intercolumni e l'apertura, nelle pareti della cella, di arcate a tutto sesto tuttora leggibili, il restauro del 1748 lo riportò alle forme primitive. Fu Tommaso Fazello a dare il nome al tempio, del quale si ignora ancora a quale divinità fosse consacrato (probabilmente a Castore e Polluce).
Agrigento: Tempio di Giove Olimpico Tempio di Giove Olimpico
Il tempio di Giove Olimpico, del tipo pseudo-periptero esastilo (m 112.60*56.30) con mezze colonne addossate ai muri che fiancheggiano le pareti lunghe della cella e sei colonne intere su ogni lato corto, venne costruito col lavoro dei prigionieri fatti sul campo di Himera" ma mai terminato; distrutto dai terremoti, avrebbe dovuto essere, nei progetti del tiranno Terone, uno fra i più grandi dell'architettura graca (risultava inferiore soltanto all'Artemision di Efeso e al Didimeo di Mileto). Le colonne, nelle cui scalanature trova posto un uomo, erano alte c. 17 m. e avevano un diametro di 4.20 m; colossali figure umane (i cosiddetti telamoni), realizzate in conci di pietra, sostenevano come cariatidi il peso della trabeazione interna: nel Museo archeologico regionale è stato ricomposto uno, il cui calco è collocato al centro della cella del tempio.

Agrigento: Tempio dei Disoscuri Tempio dei Disoscuri
Le quattro colonne superstiti del tempio dei Dioscuri, sono divenute, per ragioni probabilmente legate al sentimento romantico del pittoresco ispirato dalla vista delle rovine, il simbolo di Agrigento. Eretto verso la fine del V secolo a.C., il tempio, periptero esastilo con 34 colonne, venne gravemente danneggiato dal sacco cartaginese; restaurato in forme ellenistiche, rovinò a causa di uno dei tanti terremoti del passato (l'attuale configurazione è stata ottenuta nel secolo scorso, utilizzando materiali da altri templi).
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