Il Palmento siciliano e la Rasula

Palmento – Parmentu

Il palmento è una delle architetture rurali più diffuse nel territorio etneo. Ancora in uso fino alla metà del XX secolo, il lavoro di pigiatura – collettivo – era organizzato in modo che l’uva restituisse quanto più vino possibile. Il lavoro di pestaggio avveniva nelle vasche, dove l’uva era raccolta in monticciuoli ricoperti da un canestro circolare e quindi pestata. Il mosto rimanente veniva compresso ulteriormente da un tavolato in legno, pressato dalla vite senza fine. Tanto la vendemmia quanto la pigiatura erano occasioni di socializzazione nel mondo della vitivinicoltura.

palmento siciliano

photo Associazione Stelle Ambiente

 

Rasula

La rasula, che non ha un corrispettivo vero e proprio in lingua italiana, era il sentiero posto tra una vasca di coltura e l’altra nei campi a vite. La vite infatti era riparata dentro settori di terreno delimitati da notevoli pareti realizzate dai ‘murassiccari’, valenti artigiani che innalzavano strutture a secco (terrazzamenti, rasule, torrette…).
Questi sentieri permettevano il comodo raggiungimento del palmento durante la vendemmia: vi erano persone preposte per il trasporto che attendevano i cesti riempiti dagli altri lavoratori. La tecnica per realizzare la rasula rimase pressoché invariata dalla preistoria, trattandosi di semplice emplecton: si innalzavano due paratie laterali a secco incastrando le pietre più grosse (opus incertum), nel centro invece si versavano secchi o più tardi carriole di terra e pietrame minuto. Alcune costruzioni di questo tipo raggiungevano notevoli dimensioni al punto da venire in seguito convertite in strade per il transito umano e animale e non sono rare le stradelle private con questa origine; in alcuni casi hanno dato il nome ad alcune località: è il caso ad esempio di Rasula Alta, presso Gravina di Catania.

rasula

photo Associazione Stelle Ambiente

Si ringrazia Associazione Stelle Ambiente – Via Crociferi, 16, Catania

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