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LA STRANA MORTE DEL VICERE’ CARAMANICO: verso a fine del 700, giunse a Palermo il nuovo viceré, Francesco d’Acquino, principe di Caramanico.Figlio dei tempi, perseguì una politica di tipo illuministico.Nel 1788 abolì le <<angherie>>, in altre parole le prestazioni obbligatorie e gratuite dovute al feudatario.Nel 1789 decretò l’abolizione della servitù della gleba nelle campagne.Per ciliegina sulla torta deliberò la riduzione a quattro seggi su 12 la partecipazione dei nobili nella <<Deputazione del regno>>, vale a dire nel governo dell’isola.Il viceré l’aveva combinata grossa!come si poteva ridurre così il potere dei nobili?L’ 8 gennaio 1795, il principe di Caramanico mentre si trovava <<alla casina della principessa del Cassero nella contrada delle terre Rosse, fu assalito improvvisamente da violenta convulsione che sull’ore 11 del giorno nove seguente gli tolse la vita senza che avesse potuto ricevere il Santo Viatico, né munirsi dell’Estrema Unzione>>.Di delitto si trattò certamente.Per tutta la notte il principe, aveva, infatti, sofferto, senza nessun’assistenza medica.Nel popolino circolava la voce che fosse stato ucciso su mandato del giovane ministro Acton, favorito della regina Maria Carolina.Indubbiamente la sua morte cessò di recar danni ai baroni siciliani.Il giallo in ogni caso rimase un segreto.