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LA VENDETTA DI UN MORTO:nel XVI secolo si verificò a Gela una orripilante sequela di vendette baronali;la bella è ricca baronessina Isabella Moncada,orfana dei genitori,fu chiesta in sposa dal giovane barone Jacopo Introna.Lo zio di Isabella,Iago Moncada,che era il tutore della giovane,finse di acconsentire;ma in realtà voleva sposare lui la nipote,per appropriarsi della pingue dote:sicché non permise che il giovane barone frequentasse Isabella,che però gli fece conoscere segretamente le intenzioni dello zio nei suoi riguardi. L’innamorato Jacopo non perse tempo. Invitò a una battuta di caccia tutti i signori della zona gelose;e fece in modo che lo zio di Isabella cadesse in un agguato.Il vecchio zio fu colpito,ma non mortalmente;anzi riuscito a fuggire,non appena rientrato nel suo castello,si recò con tutti i suoi uomini ad assalire il palazzo degli Introna,riuscendo a far prigioniero il giovane Jacopo,rinchiudendolo nella più segreta delle sue prigioni baronali. Isabella,che non sapeva nulla di quello che era accaduto a Jacopo,sentì una notte il canto malinconico del prigioniero,che narrava la sua disavventura;e, senza por tempo in mezzo,prese un pugnale,penetrò nella stanza dove dormiva lo zio,e lo uccise nel sonno;e subito andò a liberare il suo fidanzato,e si accinse a partire con lui.Ma aveva fatto i conti senza pensare alla perfidia dello zio tutore,il quale aveva dato l’ordine ai suoi dipendenti di uccidere sul posto chiunque avesse tentato di abbandonare il castello senza un permesso da lui firmato. Quindi,quando i due giovani innamorati cercarono di abbandonare il castello,fu chiesto loro di mostrare il salvacondotto,che essi non possedevano:e pertanto furono immediatamente uccisi dalle guardie.Li aveva raggiunti la vendetta di un morto.