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SiciliaIn: dentro la Sicilia, cuore del Mediterraneo - ARTE CULTURA e TURISMO

TERREMOTO DEL 1818:segni premonitori del sisma furono un nubifragio che allagò la parte occidentale della città,le acque dei pozzi che "apparvero torbide e puzzolenti" (dal 17 al 20 febbraio),un leggero movimento tellurico (il 18),una violenta mareggiata che si abbatte sulla costa la mattina del 20 e,nelle prime ore del pomeriggio di quel giorno,un rombo sotterraneo.Poi improvvisamente,alle 19,25,"gagliardissimo tremuoto scosse Catania e tutta la regione dell’Etna,ove atterrò e sconquassò le città e i villaggi dell’esteso territorio".Le scosse furono due;l’epicentro fu localizzato ad Aci Catena e in quella zona e nei centri vicini si ebbero i danni più gravi,decine di morti ,centinaia di feriti. A Catania immenso fu il panico,tutta la città piombo nel buio,chiese e palazzi in parte crollarono;fortunatamente non vi furono però morti.Un viaggiatore francese,lo scrittore Louis Simond,giunto a cavallo all’indomani del terremoto,lasciò questa testimonianza:"Entrando a Catania,per una bellissima porta (oggi porta Garibaldi,allora Ferdinandea),fummo colpiti di tristi effetti dell’ultimo terremoto.La metà della case erano puntellate,e innumerevoli pezzi di legno, appoggiati contro i muri,ostruivano le strade affollate.Gli abitanti,interamente rinvenuti dalla paura che avevano avuto di recente,si fermavano per vederci passare,come se non fossero stati essi stessi dei soggetti molto più strani".A Zafferana etnea 29 persone perirono sotto le macerie della chiesa madre mentre seguivano gli esercizi spirituali in preparazione alla Pasqua.Altre quattro morirono nelle loro case distrutte dal "sgagliardissimo" terremoto.